Ponte termico: dove una casa perde calore

Di una casa nuova si guarda la classe energetica, che è un numero medio. I ponti termici sono l'esatto contrario: punti precisi, spesso pochi metri quadri, dove l'isolamento si interrompe e il calore passa. Incidono sui consumi, sul comfort e sulla comparsa di muffa, e si risolvono solo in fase di progetto.
Che cos'è, detto senza tecnicismi
Un ponte termico è una discontinuità nell'involucro isolato: un punto in cui il calore trova una via più facile per uscire d'inverno, o per entrare d'estate. Nasce dove cambia il materiale, dove la geometria si complica o dove l'isolamento deve interrompersi per lasciare passare una struttura.
La conseguenza immediata è il consumo, ma quella che si nota abitando è un'altra: la superficie interna in corrispondenza del ponte termico resta più fredda del resto della parete. Se l'aria della stanza è umida, su quella superficie l'umidità condensa, e dove condensa regolarmente compare la muffa. Gli angoli neri dietro l'armadio non sono un problema di pulizia, sono un problema di progetto.
I cinque punti dove si nasconde
- I balconi, quando la soletta esce a sbalzo dal solaio: il cemento armato attraversa l'isolamento e porta fuori il calore come farebbe un'aletta di raffreddamento.
- Pilastri e travi inseriti nella muratura, se il cappotto non li copre con continuità.
- Le spalle e gli architravi delle finestre, cioè il contorno di ogni apertura: è il ponte termico più diffuso in assoluto.
- I cassonetti delle tapparelle, che sono scatole vuote dentro la muratura isolata.
- L'attacco a terra e il solaio sul piano interrato, dove l'isolamento spesso si ferma.
Come si risolvono
La regola è una sola: l'isolamento deve essere continuo, come una coperta senza buchi. Nella pratica si traduce in scelte precise. I balconi si staccano dalla struttura con elementi a taglio termico, oppure si portano su mensole separate. Le finestre si posano in modo che il telaio venga coperto dall'isolante lungo tutto il contorno. I cassonetti si isolano oppure spariscono, sostituiti da schermature esterne. Nelle zone di attacco a terra l'isolamento scende sotto la quota del pavimento.
Tutte queste soluzioni costano poco se decise sul disegno, e diventano impossibili una volta che il cemento è gettato. È il motivo per cui la qualità di una casa si decide molto prima di vedere il cantiere.
Che cosa chiedere a chi vende
Due domande bastano a capire con chi si ha a che fare. La prima: come sono risolti i ponti termici dei balconi e delle spalle delle finestre. La seconda: è stata fatta la verifica termoigrometrica, cioè il calcolo che dimostra l'assenza di condensa superficiale e di muffa nei punti critici. È una verifica prevista dalla normativa e chi progetta bene la produce senza esitare.
Sono le stesse domande che trovi nella guida al capitolato, insieme a quelle su garanzie e finiture.
Come li trattiamo noi
In Habita l'involucro viene disegnato come un unico strato continuo, e i punti critici si risolvono prima che diventino dettagli costruttivi. Non è una scelta soltanto energetica, poiché una parete interna alla stessa temperatura del resto della stanza è una parete a cui ci si può appoggiare, davanti alla quale si può mettere un letto, che non chiede di tenere l'armadio staccato di dieci centimetri. Il comfort, alla fine, è fatto di questi dettagli invisibili, esattamente come la differenza fra una classe A4 e una casa passiva.
Domande frequenti
Come si capisce se una casa ha ponti termici?
I segnali visibili sono tre: macchie scure negli angoli e dietro i mobili addossati alle pareti esterne, condensa sui vetri anche in stanze arieggiate, e pareti fredde al tatto in prossimità di pilastri o balconi. La verifica seria si fa con una termocamera, in una giornata fredda e con il riscaldamento acceso da alcune ore.
Si possono correggere dopo la costruzione?
In parte. Un cappotto esterno posato con continuità risolve molti ponti termici di parete, mentre quelli dei balconi a sbalzo restano difficili da eliminare senza interventi strutturali. È la ragione per cui conviene verificarli prima della firma, non dopo il trasloco.
Quanto incidono sui consumi?
Dipende dall'edificio e dal clima, ma in una costruzione recente i ponti termici non corretti possono valere una quota significativa delle dispersioni dell'involucro. Il danno più costoso, però, è spesso un altro: la muffa che si forma dove la superficie interna resta fredda.
La classe energetica tiene conto dei ponti termici?
Sì, il calcolo li considera, ma li restituisce come valore medio dell'edificio. Un immobile può risultare in buona classe e avere comunque un punto critico in una singola stanza, che è esattamente il punto in cui comparirà la muffa.


