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Progetto

Prospettiva, rifugio e mistero: perché certe stanze ci trattengono

Tempo di lettura 7 minuti
Terrazza di un attico Habita al tramonto, fra prospettiva e riparo

In ogni casa esistono angoli in cui ci si ferma volentieri e angoli che si attraversano soltanto. La differenza raramente dipende dall'arredo: dipende da come lo spazio è fatto. I pattern del biophilic design dedicati alla forma dello spazio spiegano il perché.

Nel 1975 il geografo Jay Appleton propose una spiegazione che sembra ovvia solo dopo averla sentita. Gli ambienti che preferiamo sono quelli che permettono di vedere senza essere visti, poiché uniscono una vista aperta sul territorio a una posizione riparata. Appleton la chiamò teoria di prospettiva e rifugio, osservando che si ritrova nella pittura di paesaggio, nella scelta dei tavoli in un ristorante, nel modo in cui i bambini costruiscono le loro tane.

Il biophilic design ha ripreso quell'intuizione e l'ha trasformata in strumenti di progetto. Nel framework di Terrapin Bright Green quattro pattern riguardano proprio la forma dello spazio: prospettiva, rifugio, mistero e rischio controllato. Nel 2024 se n'è aggiunto un quinto, la meraviglia.

Prospettiva: vedere lontano

La prospettiva è la vista lunga, quella che permette all'occhio di posarsi su un punto distante. Produce una sensazione di controllo e di respiro, che spiega perché una stanza con una vista aperta risulti meno faticosa di una stanza chiusa a parità di superficie. In un progetto residenziale la prospettiva si costruisce con l'orientamento, con l'altezza dei parapetti, con la scelta di che cosa lasciare libero davanti alle aperture principali.

Negli attici Habita è il pattern dominante: la terrazza restituisce l'orizzonte e la profondità del paesaggio, mentre il parapetto vetrato mantiene la vista continua anche da seduti, che è la posizione in cui quella vista si guarda davvero.

Rifugio: essere protetti

Il rifugio è il suo complemento e riguarda la protezione sopra la testa e alle spalle. Un soffitto più basso, una nicchia, una parete piena dietro il divano, una pergola: bastano pochi elementi perché un luogo passi da attraversabile ad abitabile. Gli spazi che offrono soltanto prospettiva risultano spettacolari e poco accoglienti, mentre quelli che offrono soltanto rifugio diventano rapidamente opprimenti.

La qualità di una casa si misura anche sulla capacità di tenere insieme le due condizioni nello stesso ambiente. Un soggiorno a doppia altezza con grandi vetrate ha bisogno, per essere vissuto, di un angolo raccolto in cui sedersi con le spalle protette: è la ragione per cui in molti progetti il camino e la parete piena stanno esattamente lì, di fronte all'apertura più ampia.

Gli spazi che offrono solo prospettiva stupiscono. Quelli che offrono anche rifugio si abitano.

Mistero: lo scorcio che invita

Il terzo pattern è il meno intuitivo e riguarda ciò che non si vede tutto insieme. Un corridoio che curva, una luce che proviene da un ambiente non ancora visibile, una porzione di giardino nascosta dietro un setto: sono informazioni parziali che invitano ad avanzare. La ricerca sulle preferenze ambientali mostra che gli spazi completamente leggibili al primo sguardo risultano meno interessanti di quelli che si rivelano progressivamente.

Il mistero, tuttavia, non è disorientamento. Funziona quando la promessa è mantenuta, cioè quando ciò che si scopre avanzando vale il passo che si è fatto, mentre un percorso confuso produce l'effetto contrario e genera disagio.

Rischio controllato e meraviglia

Il quarto pattern riguarda l'affaccio: il vuoto, l'altezza, la sporgenza, percepiti come emozione e non come pericolo grazie a una protezione che si legge come affidabile. È il motivo per cui una terrazza all'ultimo piano produce una reazione diversa da un balcone al secondo, a condizione che il parapetto trasmetta sicurezza in modo immediato.

Il quinto, aggiunto nel 2024 all'edizione del decennale dei pattern, è la meraviglia: una scala, una luce o una vista che supera l'attesa. È il pattern più difficile da progettare, poiché dipende dal confronto fra ciò che l'ambiente lascia prevedere e ciò che poi accade. Il passaggio da un ingresso raccolto a uno spazio che si apre improvvisamente sul paesaggio è la sua forma più semplice e insieme la più efficace.

Come si verifica un progetto

Questi pattern offrono un metodo di verifica che chiunque può applicare durante una visita. Conviene fermarsi al centro di ogni ambiente e chiedersi da dove si guarda lontano, dove ci si può sedere con le spalle protette, che cosa invita a proseguire, dove si trova il momento in cui lo spazio sorprende. Se una casa risponde a tutte e quattro le domande, resterà piacevole da abitare anche dopo che l'effetto della novità sarà svanito.

È esattamente il controllo che facciamo sui progetti Habita prima che diventino cantiere, perché queste caratteristiche non si aggiungono in seguito: nascono con la pianta, insieme alle aperture e alle altezze, e da lì in avanti restano per sempre: sono parte di quello che rende una casa riconoscibile come propria.

Habita Magazine - un progetto AD2 Architects
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