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Neuroarchitettura

La luce che regola il sonno

Tempo di lettura 7 minuti
Camera Habita con luce calda serale e superfici materiche

Dormire male viene quasi sempre attribuito allo stress. Una parte della spiegazione, però, sta nelle case: quanta luce riceviamo di giorno e quanta ne accendiamo la sera. Nel 2022 un gruppo internazionale di cronobiologi ha fissato soglie precise, e sono soglie che si progettano.

Due luci diverse

Esiste la luce che serve a vedere, misurata in lux sul piano di lavoro, ed esiste la luce che informa l'orologio biologico, che dipende da un tipo particolare di cellule della retina sensibili soprattutto alla componente blu. Quest'ultima si misura all'altezza dell'occhio, in verticale, ed è la grandezza che conta per il sonno.

Le due cose non coincidono: una stanza può essere sufficientemente illuminata per leggere e del tutto insufficiente a tenere allineato il ritmo circadiano.

Le soglie del documento di consenso

Sono raccomandazioni pubblicate su PLOS Biology nel 2022 da un gruppo di ricercatori riuniti attorno alla fotometria circadiana. Il dato interessante, per chi progetta, è che la soglia diurna è difficile da raggiungere con la sola luce artificiale di una casa: serve la luce naturale.

Che cosa dipende dall'architettura

Quasi tutto. La dimensione e la posizione delle aperture, prima di ogni altra cosa: una finestra alta porta luce più in profondità di una finestra larga a parità di superficie. Poi l'orientamento, che decide a quali ore la luce entra davvero. Poi la profondità dei balconi e delle logge, che d'estate schermano e d'inverno non devono rubare il sole basso. Infine i colori delle superfici interne, perché una parete chiara rimanda luce nella stanza mentre una scura la assorbe.

La stessa attenzione riguarda gli spazi comuni, spesso illuminati solo artificialmente: un vano scala con luce naturale è una scelta di benessere oltre che di risparmio.

La sera, il problema opposto

Dopo il tramonto il tema si rovescia: serve poca luce, calda e bassa. Una casa con un'unica scena luminosa, accesa uguale dalle otto del mattino a mezzanotte, lavora contro il sonno di chi ci abita. Bastano due circuiti distinti e sorgenti a temperatura di colore diversa per rispettare la soglia serale, ed è una scelta impiantistica che costa poco se prevista in fase di progetto.

Come la applichiamo

In Habita le aperture sono studiate sul percorso del sole e non sulla simmetria del prospetto, gli affacci tengono il verde nel campo visivo e le scene luminose serali sono previste dall'inizio. È il punto in cui la neuroarchitettura diventa una quota su un disegno, e non un'affermazione in una brochure.

Domande frequenti

Come si misurano i lux melanopici?

Servono strumenti che pesano la luce sulla sensibilità delle cellule retiniche coinvolte nel ritmo circadiano, diversa da quella dell'occhio per la visione. Esistono misuratori dedicati, e alcune applicazioni danno una stima indicativa.

Basta accendere più luci di giorno?

Raramente. L'illuminazione domestica ordinaria è molto al di sotto della soglia diurna raccomandata, che si raggiunge con la luce naturale o con apparecchi progettati apposta. È il motivo per cui le finestre contano più delle lampadine.

E la luce degli schermi la sera?

Contribuisce, ma di solito meno dell'illuminazione generale della stanza, perché lo schermo occupa una porzione ridotta del campo visivo. Abbassare le luci dell'ambiente nelle ore serali ha un effetto maggiore rispetto al filtro sul telefono.

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