La forma che il cervello preferisce: perché le curve piacciono

Nel 2013 un gruppo internazionale di ricercatori ha messo diciotto persone in una risonanza magnetica funzionale e ha mostrato loro fotografie di interni che cambiavano soltanto per il contorno, curvo oppure spigoloso. I risultati, pubblicati su PNAS, sono il punto di partenza di molte scelte formali che facciamo oggi.
Che cosa hanno misurato
Ai partecipanti veniva chiesto di giudicare ogni spazio bello oppure non bello, e in una seconda sessione di decidere se vi sarebbero entrati o ne sarebbero usciti. I ricercatori avevano tenuto sotto controllo altre due variabili che potevano interferire, cioè l'altezza del soffitto e il grado di apertura dello spazio.
Gli spazi curvilinei sono stati giudicati belli con frequenza maggiore. Dal punto di vista cerebrale, nel giudizio di bellezza il contorno curvo attivava in modo esclusivo la corteccia cingolata anteriore, un'area che risponde alle proprietà di ricompensa e alla salienza emotiva degli oggetti. La piacevolezza percepita, raccolta separatamente, spiegava il 58% della varianza nei giudizi di bellezza.
Il risultato che quasi nessuno cita
Sulla decisione di entrare o di uscire il contorno non ha avuto alcun effetto. A pesare era l'apertura dello spazio: gli ambienti percepiti come aperti invitavano a entrare, quelli chiusi no.
La lezione progettuale è duplice e va tenuta intera. Le curve lavorano sull'emozione e sulla bellezza percepita, l'apertura lavora sull'invito e sulla permanenza. Un ambiente curvo ma soffocante resta sgradevole, uno aperto ma spigoloso viene attraversato senza affezione.
Perché ci piacciono le forme morbide
Le ipotesi sono due, e non si escludono. La prima è difensiva: gli spigoli acuti segnalano un potenziale pericolo, quindi vengono valutati con più cautela. La seconda è che le forme curve richiamano quelle del mondo vivente, dai corpi alle colline alle chiome degli alberi, e il nostro sistema percettivo le riconosce come familiari. Su questo si innesta la simulazione incarnata, il meccanismo per cui il corpo prova una forma prima che la mente la giudichi.
Che cosa vuol dire in una casa
- Parapetti e solai raccordati, che ammorbidiscono il profilo dell'edificio e quello che si vede dall'interno.
- Angoli smussati nei passaggi stretti, dove il corpo passa vicino alla parete.
- Arredi con profili morbidi negli ambienti dove si sta a lungo.
- Aperture ampie verso l'esterno, perché è l'apertura a far restare in una stanza.
Come la usiamo
Le linee curve dell'architettura Habita non sono una citazione stilistica dell'architettura organica, bensì una scelta che si appoggia a una misura. Le usiamo dove il corpo le incontra, cioè nei balconi, nei raccordi e nei passaggi, e le teniamo insieme alla generosità delle aperture, perché è quella coppia a funzionare.
Domande frequenti
Le curve costano di più?
Dipende da dove si usano. Un raccordo curvo su un parapetto o su un solaio in calcestruzzo incide poco se previsto dall'inizio, mentre diventa costoso se aggiunto in corso d'opera. Il criterio è usarle dove il corpo le incontra davvero, non ovunque.
Vale anche per gli arredi?
Sì. Lo studio riguardava gli interni nel loro insieme, e l'effetto del contorno si osserva anche su oggetti e mobili. Negli ambienti dove si sta a lungo i profili morbidi risultano più accoglienti di quelli spigolosi.
Allora le case moderne squadrate sono sbagliate?
No. La ricerca dice che il contorno curvo aumenta il giudizio di bellezza, non che il rettilineo sia inabitabile. Un edificio squadrato con aperture generose e spazi luminosi funziona benissimo, e l'apertura conta più del contorno sulla voglia di restare.


