← Habita Magazine
Esperienza

Il profumo è progetto: la natura che si percepisce a occhi chiusi

Tempo di lettura 6 minuti
CANTO, il diffusore d'ambiente firmato AD2 consegnato con la casa

Fra i quindici pattern del biophilic design ce n'è uno che non passa dallo sguardo. Riguarda i suoni, il tatto, l'aria e l'olfatto, cioè tutto ciò che di una casa continuiamo a percepire anche quando smettiamo di guardarla. CANTO nasce da qui.

La memoria olfattiva funziona in modo diverso da quella visiva. Le informazioni che arrivano dal naso raggiungono le aree cerebrali legate alle emozioni e ai ricordi prima di passare per l'elaborazione razionale, ed è la ragione per cui un odore riporta a un luogo dell'infanzia con una immediatezza che una fotografia non ha. Chi progetta spazi lo sa da tempo, tuttavia nell'edilizia residenziale l'olfatto resta quasi sempre fuori dal progetto e viene lasciato al caso oppure delegato a chi arreda.

Il framework di Terrapin Bright Green chiama questo ambito connessione non visiva con la natura ed è il secondo dei quindici pattern. Comprende i suoni naturali, la temperatura percepita delle superfici, la texture dei materiali sotto le dita e, appunto, gli odori. Sono le percezioni che restano quando l'occhio si abitua a tutto il resto.

Il primo ricordo di una casa nuova non è una planimetria. È un profumo.

CANTO, una firma olfattiva che arriva con le chiavi

CANTO è il profumatore d'ambiente firmato AD2 e viene consegnato a ogni nuovo residente insieme alla Box Experience. La sua funzione non è coprire un odore né arredare un ripiano, bensì dare una identità olfattiva riconoscibile al momento in cui una casa smette di essere un cantiere e diventa una vita.

C'è una ragione precisa per cui questo gesto avviene alla consegna e non dopo. Le prime ore in una casa nuova sono quelle in cui la memoria fissa il luogo, quindi un ambiente che in quel momento ha già un odore proprio viene ricordato come accogliente, mentre una casa che odora soltanto di materiali nuovi viene ricordata come un ambiente ancora estraneo.

Gli altri sensi che il progetto può governare

Accanto all'olfatto ci sono altri tre pattern che lavorano sotto la soglia dell'attenzione. Il primo sono gli stimoli non ritmici, cioè il movimento imprevedibile delle foglie contro una vetrata o delle ombre che si spostano su una parete nel corso del pomeriggio. È un tipo di variazione che cattura lo sguardo per pochi secondi senza chiedere concentrazione, ed è esattamente ciò che permette all'attenzione di riposare.

Il secondo è la variabilità termica e dell'aria. Un ambiente mantenuto sempre alla stessa temperatura e con la stessa aria risulta, alla lunga, meno confortevole di uno che concede microvariazioni, poiché il nostro corpo è abituato a un ambiente che cambia. Gli impianti di una casa contemporanea permettono di governare questo aspetto con precisione, a condizione di trattarlo come comfort percepito e non soltanto come parametro di targa.

Il terzo è la connessione con i sistemi naturali, cioè la possibilità di accorgersi che fuori è cambiata la stagione. Passa dalla luce che entra con angoli diversi nel corso dell'anno, dal suono della pioggia sulle superfici esterne, dal modo in cui il legno di una soglia e la pietra di un davanzale cambiano colore con il tempo. Un materiale che invecchia bene non è un materiale che resiste al tempo: è un materiale che lo racconta.

Perché tutto questo riguarda l'abitare

Una casa la guardiamo con attenzione per poche settimane, mentre la percepiamo per anni. Dopo il primo periodo l'occhio si abitua alle proporzioni e ai colori, mentre ciò che continua a produrre un effetto quotidiano è quanto arriva dagli altri sensi: il tepore del legno sotto i piedi nudi al mattino, il silenzio ovattato di una stanza ben isolata, la corrente d'aria fresca di una finestra aperta al tramonto, il profumo che si riconosce entrando.

Progettare per i sensi significa occuparsi della parte di casa che dura più a lungo di qualunque tendenza. È la ragione per cui CANTO e la Box Experience non sono un omaggio di cortesia: sono l'ultimo atto di un progetto che, dalla pianta alla consegna delle chiavi, tiene conto di come funziona davvero la percezione di chi vi abiterà.

Habita Magazine - un progetto AD2 Architects
Continua a leggere