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Guida

Come scegliere un architetto

Tempo di lettura 6 minuti
La sede di AD2 Architects, spazio di accoglienza dello studio

Affidare a qualcuno la casa in cui vivrete per vent'anni è una decisione che si prende di solito dopo due incontri e qualche fotografia. Queste sono le domande che, nella nostra esperienza, distinguono un incarico che finirà bene da uno che finirà in tribunale.

1. Chiedete di vedere un cantiere, non solo le fotografie

Le immagini raccontano il risultato migliore, il cantiere racconta il metodo. Come sono tenuti i materiali, che ordine c'è, come si parla fra imprese e direzione lavori: sono indizi più affidabili di qualunque portfolio.

2. Capite chi seguirà davvero il vostro progetto

Negli studi strutturati il titolare firma e altri lavorano. Non è un problema di per sé, purché sia chiaro chi sarà il vostro interlocutore quotidiano, con che frequenza verrà in cantiere e a chi telefonare quando serve una decisione rapida.

3. Chiarite il perimetro dell'incarico

Quando progettazione, cantiere e interni fanno capo a un'unica regia, come accade con le tre divisioni di AD2, il rimpallo di responsabilità sparisce. Quando invece sono tre soggetti diversi, la cosa va organizzata in anticipo e messa per iscritto.

4. Parlate di soldi presto

Un preventivo serio indica il compenso, le fasi, che cosa comprende e che cosa no, e come vengono valorizzate le varianti. Un compenso a percentuale sull'importo dei lavori è normale, purché sia chiaro come si calcola. Le cifre vaghe all'inizio diventano contestazioni alla fine.

5. Verificate come ascolta

Il primo incontro dovrebbe essere fatto soprattutto di domande su di voi: come vivete, a che ora tornate, chi cucina, dove vi piace stare. Un professionista che parla per un'ora del proprio stile vi consegnerà la sua casa, non la vostra. La casa che accoglie davvero è quella che somiglia a chi la abita, come raccontiamo nella pagina sulla nostra visione.

6. Chiedete come affronta gli imprevisti

In ogni cantiere qualcosa va storto: un fornitore che ritarda, una sorpresa strutturale, un permesso lento. La domanda giusta non è se succederà, bensì che cosa hanno fatto l'ultima volta che è successo. Le risposte concrete valgono più di qualunque promessa.

Domande frequenti

Quanto costa un architetto?

Il compenso si calcola di solito in percentuale sull'importo dei lavori, con valori che variano secondo la complessità e le fasi affidate. Quello che conta è avere per iscritto che cosa comprende, che cosa no e come si valorizzano le varianti.

Serve un architetto anche per una ristrutturazione piccola?

Se si tocca la distribuzione, gli impianti o le aperture, sì. Per interventi puramente estetici può bastare un bravo interior designer. Il criterio è la complessità tecnica e amministrativa, non la superficie.

Meglio un professionista singolo o uno studio strutturato?

Dipende dall'opera. Un singolo dà continuità e rapporto diretto, uno studio offre più competenze e regge meglio i cantieri complessi. In entrambi i casi va chiarito chi sarà l'interlocutore quotidiano.

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